N. 04
da: Le Grandi Scoperte del Prof. FUJI IN ---- I Grandi Segreti Svelati
ATLANTIDE - FRA MITO E REALTA'
Le uniche notizie storiche che si hanno di ATLANTIDE ci sono state fornite da PLATONE
(nei dialoghi Timeo e Crizia) e da Plutarco (nella "Vita di Solone").
Tutto ciò che é stato scritto successivamente é, se non ridicola
fantascienza,
supposizione o stupidaggine in mala fede.
Plutarco, pur scrivendo di Atlantide diversi secoli dopo Platone, aggiunge a quanto scritto
da questi il nome dei due Sacerdoti Egiziani (Psenofi (o Psenopin) di Eliopoli
e Sonchi (o Sonchin)
di Sais)
che rivelarono a Solone la Storia di Atlandide.
Ma andiamo per ordine:
I Sacerdoti egiziani tenevano, da migliaia e migliaia di anni, nei loro archivi storici,
memoria di tutti i fatti avvenuti nei millenni precedenti. Questi però andarono
"completamente?"
distrutti durante il famoso Incendio di Alessandria causato da Giulio Cesare (suo malgrado
e con suo immenso dispiacere) avendo appiccato il fuoco alle navi ancorate nel porto
per salvarsi da un'imboscata.
Dal porto il fuoco si propagò all'intera città, distruggendola completamente
e, cosa gravissima, distruggendo completamente la più antica e famosa raccolta di libri
e pergamene del mondo allora conosciuto.
Ci tramandano che Giulio Cesare pianse quando venne a conoscenza del disastro storico che
aveva causato, e quindi non bisogna infangare la memoria di questo grande Romano che idolatrava
la cultura e la conoscenza al punto da rischiare la propria vita
(prima che l'incendio si propagasse alla città), salvando diversi libri
che portava con se,
compreso le sue bozze del De Bello Gallico.
Quattro secoli prima però, Platone, nei suoi due dialoghi (Timeo e Crizia) riporta
le affermazioni di Crizia (che era nipote di Solone) e che parla dei ricordi dello stesso
Solone in occasione del suo viaggio in Egitto, quando, emanate le sue Leggi, dopo aver fatto
giurare agli Ateniesi che le avrebbero rispettate fino al suo ritorno e che solo dopo le
avrebbe eventualmente modificate, parti in esilio volontario per dieci anni, (in modo
da consentire che la gente si abituasse alle sue leggi).
Infatti all'indomani della loro emanazione non erano mancate le critiche, anche feroci, che
continuarono anche dopo la sua partenza;
però
memori del giuramento, gli Ateniesi aspettarono pazientemente il suo rientro.
Dopo dieci anni, al suo ritorno ad Atene, pochissime modifiche vennero apportate,
tanto le sue Leggi erano
giuste, e divennero di esempio ad altri popoli che nei secoli successivi
continuarono a emanare le proprie capiandole dalle Leggi dagli Ateniesi.
Non ultimi, e anzi i più famosi furono i Romani (o Tirreni come li chiamavano i Greci)
che inviarono una delegazione ad Atene per
trascrivere le Leggi di Solone e poi con poche modifiche le trascrissero nelle famose
Dodici Tavole.
Fin qui la storia.
Al ritorno, sia in pubblico che in famiglia, con Crizia appena un ragazzino, parlò
di ciò che gli avevano raccontato I Sacerdoti Egiziani, su quanto avvenuto NOVEMILA
anni prima, e che questi rimproveravano agli Ateniesi di essere un popolo bambino,
perché non avevano memoria storica in quanto avevano appreso l'uso della scrittura dai
Fenici appena da qualche secolo.
E non
mancarono di rinnovare un Ringraziamente ad Atene perché appunto novemila anni prima
erano stati proprio gli Ateniesi col loro valore a non consentire l'invasione degli Atlantidi
di qua dalle colonne d'Ercole (Lo stretto di Gibilterra odierno).
Le notizie riportate da Platone sono sorprendenti, nebulose e incomplete, tanto che lo stesso
Plutarco lo giustifica con la sua morte intervenuta prima che egli potesse completarne la
descrizione.
Troppe stupidaggini sono state scritte basandosi solo su frasi nebulose;
noi invece ci soffermeremo su un aspetto che nessuno ha mai trattato: l'ORICALCO.
Le mura di Atlantide erano ricoperte di questo PREZIOSO metallo dai riflessi IGNEI (di fuoco).
Ebbene di che metallo si trattava?
Era certamente un metallo nobile perché rimase inalterato per migliaia di anni, ma
non era certamente l'Oro che era BEN CONOSCIUTO ai tempi di Solone, nč si trattava di Rame
o di una delle sue leghe già altrettanto ben conosciute all'epoca.
Che metallo era dunque l'ORICALCO?
In un altro passo si dice anche che Atlantide sprofondò in mare; (a causa del suo stesso
peso?).
Ebbene, da qualche decennio é stato dimostrato che l'ultimo elemento della nostra
tavola periodica (degli elementi stabili) non é l'Uranio (N. Atomico 92) bensi un
elemento che si colloca oltre (Elemento N. 116? o 126?) che dovrebbe essere più
nobile dell'Oro e dello stesso Platino, ma di un peso specifico enorme
(circa un quintale per decimetro cubo)
cioé cento volte più pesante dell'acqua e cinque volte più pesante
del Platino e del Piombo. Ma soprattutto é piú stabile di qualunque elemento
finora conosciuto.
E per quale ragione, pur essendo un elemento MOLTO stabile non si trova nei pianeti,
compresa la nostra terra?
La risposta é semplice:
Trattandosi di un elemento pesantissimo, al momento della formazione del nostro pianeta
la sua tendenza 'naturale' é stata quella di collocarsi nella zona di maggior
gravità e cioé al centro del
pianeta.
Solo i potenti mezzi e le tecnologie avanzate degli Atlantidi hanno permesso loro di
riportarne una grande quantità in superficie, per poi ricollassare all'interno della
crosta terrestre a causa della sua stessa densità e in seguito a una lieve perturbazione
esterna:
Causa o Effetto di una Catastrofe Ecologica di proporzioni gigantesche su scala planetaria
e che coincide con la fine dell'Ultima Glaciazione (di Wurm).
Ma chi erano gli Atlantidi?
Qui ci vengono in aiuto le Pergamene Cinesi dei nostri Oracoli Caldaici che ne parlano
in modo approfondito e che.........
Ma ritorniamo alla domanda di sempre:
E' PRONTA L'UMANITA' PER I GRANDI MISTERI?
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